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Oggetto Discussione: Al confine con la Transnistria (Discussione Bloccata Discussione Bloccata) Posta RispostaInserisci Nuova Discussione
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Domenico
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Postato: 20/Febbraio/2004 alle 23:43 | IP Salvato  

Il racconto "Al confine con la Transnistria" lo trovate a questo link

http://racconti.moldweb.it/transnistria.asp

In questa sezione potete commentarlo.



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Domenico Amato

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Postato: 20/Febbraio/2004 alle 23:43 | IP Salvato  

Caro Domenico gia' ho avuto modo di comunicare in qusto forum e anch'io sono sposato con una ragazza Moldava, e qust'anno avuto modo di soggiornare un mese in Moldavia. Per quanto riguarda la Transinistria e' un po la contraddizione che vive in Moldavia, cioe' un polpolo quello Moldavo che non riesce a riconoscersi in una Nazione. Io ho avuto modo di comunicare(anche se quasi esclusivamnete con l'aiuto di mia moglie) con famiglie moldave, che volevane avere dei scambi politici e culturali con me. Quello che ho scoperto e' che si parla di Russia Romania(nelle scuole e nelle istituzioni) e non di Moldavia. Dunque la Transinistria (che e' costata ricordiamolo migliaia di morti) rappresenta anche questo. Comunque io che sono uno che va a fondo ho scoperto di piu', anche se non ho la piena certezza. Scambiando alcune battute con il Console Moldavo a Roma, si parlava d'Europa e del loro interesse ad entrarvi(anzi e' una speranza, un sogno) ma che la qustione della Transinistria bloccherebbe tale processo. E se ne usciva dicendo che dietro c'era la Russia. Per un attimo rimanevo stupito poi riflettevo (parlandone con il Console) che stava succedendo quasi la medesima cosa in Georgia. S ulla Transinistria c'e' pure un bel reportage di Panorama(in un numero dello scorso anno che purtroppo non ricordo e ne sono dispiaciuto). Infine anche se cio' non rientra proprio nell'argomento ma chissa' se ne possa parlare in un altro, affrontiamo la qustione Moldava per l'Europa, sarebbe un grande vantaggio per questo paese che seppur piccolino potrebbe avere grandi potenzialita', chissa' un Lussemburgo dell'Est. RingraziandoVi per avermi ospitati invio un cordiale saluto e anche se in ritardi invio gli Auguri di Natale e di Buon Anno.



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Domenico
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Postato: 20/Febbraio/2004 alle 23:44 | IP Salvato  

Ciao Noglobal2,

a dire il vero mi hai anticipato di poco. Volevo prorpio aprire una discussione sulla Transnistria su questo forum.

Mentre ero in Moldavia, appunto in Transnistria, chiaccherando qua e là con alcune persone (anch'io con l'aiuto di mia moglie) è venuta fuori una frase che (non se è vero o meno) viene attribuita al presidente russo Putin: "La Repubblica di Scherif". Alchè la mia domanda. Chi è Scherif? E perchè la "Repubblica di Scherif" per dire Transinistria?

Quando siamo andati a Tiraspol, ho avuto le risposte. Scherif è il marchio che domina Tiraspol. Distributori di benzina, supermercati, transdniestercom (telefonia) e un mega e ultramoderno impianto sportivo, queste solo alcune delle cose che fanno capo a Scherif. L'economia di una città (o forse di una "Repubblica") in mano a poche persone.

Dunque, chi o cosa è Scherif? Udite, udite... il figlio del presidente della "Repubblica della Transnistraia Moldava" con un ex deputato moldavo e forse qualche altro "furbo" che hanno pensato bene (per i propri interessi!!!!!) di dichiararsi indipendente dalla Moldavia. Questa è politica? Io sono ignorante in materia, forse qualcuno potrà darmi maggiori delucidazioni in merito.

Ciao a tutti. 



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Domenico Amato

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Postato: 20/Febbraio/2004 alle 23:44 | IP Salvato  

Caro Domenico questo signore spalleggiato dalla Russia non e' altro che un piccolo dittatore che di nascosto(scusami se parlo terra terra ma forse ci si capisce meglio) acumulo' molte armi moderne(russe), ha lanciato un po' di fumo a gli occhi facendo vane promesse, ha chiuso la possibilita' di sviluppo alla Moldavia , ha chiuso le porte dell'Europa alla Moldavia, ha venduto un pezzo di Moldavia ai Russi, ha creato una banca d'affari in cui gira di tutto(se hai la possibilita' ti ripeto prova a vedere se e' possibile trovare quel numero di Panorama) e oltretutto a massacrato migliaia di persone(e' uguale a Saddam hussein anch'esso amico dei Russi). Noi che siamo Italiani dovremmo far capire qusto ai Moldavi, e aiutarli a riprenedersi quella che e' terra loro, e aiutarli a entrare in Europa.

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Postato: 20/Febbraio/2004 alle 23:44 | IP Salvato  

E' forse questo l'articolo?

Panorama 31/1/2002

BALCANI - LO STRANO CASO DELLA TRANSNISTRIA

Al supermarket di Osama

Un'autoproclamata repubblica sovietica che vive di commerci illegali: armi, droga, riciclaggio. È una specie di Tortuga nel cuore d'Europa che rifornisce tutti i movimenti terroristici. E dove i servizi occidentali pensano che ci siano centri per armare e addestrare gli uomini di Al Qaeda.


 

«Le armi? Qui le producono dappertutto. Perfino nelle fabbriche di bicchieri». Nella rassicurante intimità di un'automobile, con i finestrini ben chiusi per proteggersi da occhi e orecchi indiscreti (e, perché no, dal freddo), Roman si lascia andare a una confidenza-confessione. «Dopo la guerra, le armi sono diventate l'unica produzione nazionale». Il compagno Roman, un omino grigio con colbacco d'ordinanza, sta guidando Panorama nei misteri del quartiere industriale di Tiraspol, un quadrilatero di fabbriche délabré stile socialismo reale.

«Questa è la Elektromash» dice indicando uno sterminato Kombinat di cemento. «Quella con la stella rossa è la Kirov». In apparenza, casermoni inoffensivi. In realtà, da quei cancelli arrugginiti ogni giorno escono camion carichi di lanciagranate Gnom, lanciamine Vasiliok, pistole Makarov, missili portatili Duga. Nonché le mitragliette Policeman, ricercate dai terroristi perché si possono nascondere in una ventiquattrore. Destinatari: gruppi terroristici come Al Qaeda, Hamas e Hezbollah, ma anche paesi come Iraq, Iran, Palestina, Cecenia e Nagorno Karabakh.
Benvenuti in Transnistria, la polveriera d'Europa secondo l'Interpol. L'autoproclamata repubblica dal nome che sembra quello di un cartone animato, unica repubblica sovietica rimasta sulla faccia della terra, è il più grande bazaar di armi al mondo, convenzionali e non. In questa striscia di terra fra Moldova e Ucraina sono stoccati ingenti quantitativi di materiale non convenzionale (sostanze chimiche, radioattive e addirittura nucleari) del tipo usato per attentati terroristici e operazioni belliche. E a Panorama risulta che, negli ultimi mesi, emissari dell'internazionale del terrore siano arrivati in Transnistria proprio per fare acquisti.

Nonostante gli onnipresenti slogan che inneggiano alla pace fra i popoli, questa zona franca è un ricettacolo di affaristi che rispondono a un solo credo, il business. «Tutti i traffici passano attraverso la società Sherif, guidata da Vladimir Smirnov, figlio del presidente Igor Smirnov che è anche al vertice delle dogane» spiega Paolo Sartori, ufficiale di collegamento Interpol (vedere il riquadro in basso). «La Sherif è l'unica azienda autorizzata a commerciare con l'estero. Ed è esente da ogni tipo di tassa o dazio». Secondo stime dell'intelligence moldava, la società avrebbe un giro d'affari di 4 miliardi di dollari. Il pil dichiarato dalla Transnistria è di soli 85 milioni di dollari: un quarantasettesimo del fatturato Sherif.

REPUBBLICA DA OPERETTA CHE VIVE SUL TERRORE
È l'unico paese sovietico al mondo, busti di Lenin e culto della personalità compresi
La Transnistria (700 mila abitanti, capitale Tiraspol) si è proclamata indipendente dalla Moldova nel 1991, innescando una guerra civile che ha fatto 700 vittime. Già ai tempi sovietici ospitava numerosi depositi di armi. In più, quando l'Armata rossa si è ritirata dall'Europa dell'Est, nella regione fedele a Mosca sono confluite ingenti quantità di materiale bellico. Ma ora i rapporti si sono raffreddati. E Mosca vorrebbe indietro le sue armi. Tiraspol però si oppone.

Una cascata di quattrini riconducibili agli affari sporchi: traffico di armi, commercio di petrolio, narcotraffico, contrabbando di sigarette e alcol. Il settore più redditizio, comunque, resta quello bellico. Secondo i servizi segreti della Moldova, fra i gruppi terroristici che hanno acquistato in Transnistria armi, munizioni e materiale nucleare e radioattivo, numerosi sono islamici (vedere riquadro a pagina 99). Primo fra tutti, Al Qaeda.

Un viavai di cui sono rimaste tracce nei paesi circostanti: Moldova, Romania e Ucraina. Qualche esempio? Nell'aprile 1999, un aereo ucraino è atterrato per problemi tecnici all'aeroporto di Chisinau, capitale della Moldova: un'ispezione della polizia ha scoperto a bordo 5 mila armi non dichiarate, destinate a gruppi terroristici operanti nella ex Jugoslavia (dove di recente sono stati fermati parecchi membri di Al Qaeda). Nel luglio 1999, in Moldova è stato arrestato il numero due del Pkk, Cevat Soysal, dopo aver cercato di acquistare un terreno per allestire un campo di addestramento per il Partito dei lavoratori del Kurdistan.
Nell'ottobre 2001 Chisinau ha espulso il console onorario del Libano, Mahmoud Hamoud, con l'accusa di appartenere all'organizzazione Hezbollah, che per rafforzare la sua presenza in Moldova e Romania gli avrebbe affidato 400 mila dollari. «Il console aveva da poco ricevuto un dottorato dall'università Ulim, un ateneo privato di Chisinau» rivela Matti Sidoroff, funzionario della missione Osce a Chisinau. Pochi giorni prima della sua espulsione, l'università era finita nel mirino di un deputato cristiano-democratico, Stefan Secareanu, secondo cui fra i 600 studenti islamici dell'ateneo ci sarebbero membri di gruppi terroristici.

Sotto indagine c'è anche un'altra istituzione di Chisinau: la Petrolbank, che ha sede in un palazzone in marmo di 18 piani. Secondo il presidente moldavo Vladimir Voronin, l'istituto di credito avrebbe riciclato oltre 584 milioni di dollari per conto di tre banche transnistriane. La provenienza di tutto quel denaro? «Traffici illeciti di armi e stupefacenti, che servono anche a finanziare gruppi terroristici» spiega Sartori.

Anni fa, Osama Bin Laden l'aveva indicata come una delle sue basi. Oggi la Romania è una delle centrali finanziarie di Al Qaeda. Il servizio di intelligence romeno (Sri) sostiene che nel paese opera un certo numero di società fantasma che fra il 1999 e il 2001 hanno trasferito milioni di dollari a organizzazioni terroristiche in Iraq, Egitto, Libano e Siria. Per esempio, attraverso la Misr Rumanian Bank di Bucarest, un egiziano di nome Rashid Osman ha trasferito 160 milioni di dollari sul conto di un alto esponente di un gruppo fondamentalista presso una banca di Alessandria di Egitto.
Per il tramite della stessa banca, tre cittadini iracheni, sospetti emissari di Saddam Hussein, hanno trasferito a Baghdad 6,3 milioni di dollari. E un libanese ha mandato a Beirut 3 milioni di dollari. Ufficialmente si trattava di anticipi di pagamento per merci destinate alla Romania, ma quelle merci non sono mai arrivate. L'Interpol sospetta che le transazioni siano servite a finanziare gruppi terroristici. Ma non è finita. Lo scorso dicembre, le autorità di Bucarest hanno anche espulso il console iracheno Muhammad Abdal-Razzaq perché coinvolto in «attività incompatibili con il suo status». Secondo fonti ben informate, azioni di supporto a reti terroristiche vicine ad Al Qaeda.

DA HEZBOLLAH AI LUPI GRIGI
Tutti i clienti delle armi transnistriane
Al Qaeda e Transnistria: il trait d'union fra Osama Bin Laden e gli affaristi pseudo-comunisti sono i guerriglieri ceceni, accomunati allo sceicco del terrore dal credo wahabita. Secondo i servizi moldavi, i ceceni (e in particolare il leader Omar Zajani) avrebbero aiutato parecchi gruppi islamici a rifornirsi di armi e munizioni nella zona, dove sono presenti in gran numero: ne risultano 600 nella sola Moldova. Assieme ad Al Qaeda, fra gli acquirenti figurano anche Hamas, Hezbollah, Fratelli musulmani, Pkk, Partito per la liberazione islamica, Al Fatah, Consiglio rivoluzionario Abu Nidal, Fronte per la liberazione della Palestina, Fronte democratico per la liberazione della Palestina, Fronte popolare per la liberazione della Palestina, Lupi grigi.

Il cuore del problema resta comunque la Transnistria. Raggiungerla è un'avventura: lasciata Chisinau, dopo un'ottantina di chilometri fra vigneti coperti di neve si arriva al posto di blocco della 14a armata. Annunciati da un carro armato sotto una rete mimetica, compaiono i soldati russi, che dopo la guerra con la Moldova hanno funzioni di peace-keeper. Pochi metri dopo, la sbarra del confine. Sotto la bandiera della Pridniestrovskaja Moldavskaja Respublika, un soldato che sembra uscito da un film di Rambo, infagottato in un'autentica divisa sovietica, con tanto di stella rossa sul cappello. Dopo una lunga trattativa si materializza un visto valido tre ore al prezzo di 20 dollari. Un poliziotto tira fuori un elenco dei soggetti che non si possono fotografare: praticamente tutti.

Varcare la frontiera è come fare un salto nel passato prossimo dell'Europa dell'Est: pochissime auto, qualche carretto trainato da cavalli, tanta gente a piedi. La prima città è Bender, enclave sulla riva occidentale del fiume Dnestr. Qui, secondo il quotidiano governativo di Chisinau Independent Moldova, la fabbrica Pribor produce razzi Bm 21 Grad, lanciagranate Spg-9, lanciarazzi anticarro Rpg7. Armi che nel 1993 erano state trovate nelle mani dei guerriglieri dell'Abkhazia, regione secessionista della Georgia (e che nel 1997 e nel 2000 sono state rinvenute in Cecenia).

Nel centro di Bender, un'imponente fortezza ottomana. «Nei suoi tunnel sotterranei» aveva spiegato a Panorama Anatoly Gudym, direttore del Centro per gli studi strategici e le riforme di Chisinau, «sono depositate grosse quantità di armi». Superato il fiume Dnestr, si entra a Tiraspol. Nelle strade della «capitale», Lenin è onnipresente: le sue statue sono in bella mostra davanti alla Casa dei soviet e al Soviet supremo. In realtà, Vladimir Ilic Ulianov si starà rivoltando nella tomba. Comunisti, russi e cristiano-ortodossi, i transnistriani vendono armi ai nemici storici della Russia: i ceceni (musulmani oscurantisti), ma anche ai Lupi grigi turchi (musulmani di estrema destra). Una disinvoltura ideologica che ha portato lo stesso Voronin, presidente (comunista) della Moldova, ad accusare il presidente (comunista) Igor Smirnov di essere «a capo di un governo di banditi, corrotti e mafiosi». Un esempio? Il latitante internazionale Vladimir Antjufeev, che, dopo aver commesso vari crimini in Lettonia, si è rifugiato a Tiraspol, dove è stato nominato niente meno che ministro della Sicurezza nazionale.

Il sancta sanctorum di Tiraspol è l'aeroporto. Qui sono installati 24 razzi Alazan con testata a isotopi radioattivi, che preoccupano le stesse autorità transnistriane. Il 28 settembre 2001, il Jurnal de Chisinau, quotidiano indipendente della Moldova, ha titolato: «Tiraspol ha la bomba atomica!». Il giornale è entrato in possesso di documenti transnistriani che denunciano la presenza di queste armi.
E lanciano l'allarme radioattivo. «Gli Alazan» spiega Viorel Cibotaru, direttore all'Istituto di politica pubblica di Chisinau, «sono razzi agricoli adattati a uso militare, con l'adozione di testate belliche, convenzionali e radioattive». Negli ambienti informati di Chisinau aleggia il sospetto che i razzi possano essere stati venduti ad Al Qaeda. Ma c'è di peggio. «Preoccupante è la presenza, in un luogo senza controlli, di materiale radioattivo, molto più pericoloso dei razzi modificati» spiega Gianandrea Gaiani, direttore della rivista web analisidifesa.it. «A proposito: l'intelligence occidentale è convinta che Al Qaeda abbia già messo le mani su materiale radioattivo per costruire bombe sporche». Lo ha comprato a Tiraspol? Paolo Sartori, dell'Interpol, è abbottonatissimo: «Non posso entrare nel merito di queste vicende». Un fatto però è certo: secondo i servizi segreti moldavi, poco tempo fa alcuni gruppi terroristici hanno mandato propri emissari in Transnistria per acquistare armamenti. «Di vario genere».

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Domenico
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Hai trovato l'articolo online? Se si, dove?



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Domenico Amato

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si, sul sito di panorama.it e l'ho riportato integralmente...
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Complimenti per aver trovato l'articolo di Panorama e per aver riportato le dichiarazione di Colin Pawell(spero di aver scritto giusto).

Credo che le parole di Colin Pawell siano molto importanti, e credo che l'Europa debba muoversi in tal senso.

Per noi che per meta' vogliamo bene alla Moldavia anche se non abbiamo le armi giuste per far qualcosa, dobbiamo ceracare di sfruttare alcuni mezzi, anche internet, per creare una certa "Opinione", e spingere il vento d'Europa fin la.

Quello che succede in Moldavia non sono altro che dei Diritti negati a un Popolo da altri paesi e da diversi interessi; facciamo in modo che questi diritti tornino ad essere rispettati. Ripeto parlando con diverse persone(anche se grazie alla mia interprete personale) c' e voglia d'Europa(anche se il modo di arrivarvi comprende due correnti di pensiero) e non di altre alchimie che qulche paese in virtu di "furbaggine" sottobanche vorrebbe proporre.



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noglobal2 scritto:

Quello che succede in Moldavia non sono altro che dei Diritti negati a un Popolo da altri paesi e da diversi interessi; facciamo in modo che questi diritti tornino ad essere rispettati. Ripeto parlando con diverse persone(anche se grazie alla mia interprete personale) c' e voglia d'Europa(anche se il modo di arrivarvi comprende due correnti di pensiero) e non di altre alchimie che qulche paese in virtu di "furbaggine" sottobanche vorrebbe proporre.

un momento, non capisco...

stai parlando di un Paese che nell'URSS contava come il due di picche che e'stato sempre utilzzato come produttore agricolo e quindi i moldavi dovevano essere solo contadini! In un certo senso il pragmatismo comunista aveva una ragione, organizzare il lavoro per zone, per poli per distretti... cosi' mentre la Moldavia era l'orto di Mosca e Stalingrando l'officina, tutto "funzionava" ! Almeno all'apparenza.

Se i politici Moldavi (o forse e' meglio dire alcuni moldavi...) hanno voluto l'indipendenza dal 1991 anno nel quale e' cominciato il declino del Paese rendendo poveri coloro che avevano risparmiato  per una vita e che si sono ritrovati con il leu moldavo con una manciata di carta straccia.

Ricordo il filmato di Yuri Gagarin quando dopo il primo volo nello spazio atterra e gli offrono in dono una grande mela della Moldavia!

La Moldavia era questo... ed ora soffre di una crisi di identita', il prezzo che bisogna pagare per la liberta'! Ma la liberta' di chi? Forse di coloro, quei pochi, che finalmente vogliono governare le ricchezze del Paese senza pagare il dazio a Mosca!

Cosa c'entrano gli altri Paesi? Quali furbizie nascoste? Quali interessi sottobanco per un Paese grande come la Sardegna?

La Moldavia per ora ha una posizione strategica, cosi' come la Bielorussia, sono li' tra europa occidentale ed europa orientale, con gli unici governi comunisti rimasti! Non ci sono piu' i comunisti dichiarati tranne Lukascenko e Voronin!

Sulla voglia di Europa di molti Paesi dell'Est sono d'accordo, infatti i Paesi dove la burocrazia e' schiacciante, il sistema e' corrotto, la giustizia non assicurata ecc... sono i primi ad essere filo-europei perche' sperano che qualcosa cambiera' e le Leggi dovranno rispettare le direttive europee che ovviamente sono portatrici di liberta' ed uguaglianza! E' un modo moderno e pacifico di rivoluzione.

Gli italiani sono i primi filo-europei non perche' lungimiranti ma perche' finalmente saranno le leggi del nord europa che regoleranno la nostra vita e non quelle romane!

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Come gia' ti ripeto non capisco perche' fai una polemica(per me inesistente perche' mi sento Italiano dal Nord Sud Centro) su qualcosa che non esiste. Le buone leggi le fanno le buone teste e un popolo unito non diviso tra nord e sud. e secondo me la Moldavia e i cittadini moldavi non hanno bisogno di qusto.

In quanto alla Moldavia Essa non e' solo la Sardegna ma qualcosa di piu' grande. La storia insegna che la Moldavia si spinge oltre la Romania.

La furbizia di qualcuno e' quella di non voler l'Europa che arrivi ai propri confini(se hai la possibilita scambia qualche veduta di idee con il Console Moldavo a Roma).

Poi rispetto alla grandezza di una Nazione non si pesa il peso di Una Nazione. Guarda un po' la Svizzera.

Ti prego infine di non cadere nel tranello delle divisioni fanno solo del male(guarda un po' cosa sta combinado qusta classe politica -opposizione e maggioranza- con le proprie divisioni). Le cose buone non le fanno solo il nord o solo il sud o solo Roma , ma le fanno tutti uniti insieme ognune mettendo le proprie idee e donando la propria esperienza. L'Europa sara' buona solo se avra il contributo di tutti, altrimenti non sara' Europa ma solo il territorio di qualcuno o di qualche idea.



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